Chips

scritto da Zaffiro
Scritto Ieri • Pubblicato 3 ore fa • Revisionato 3 ore fa
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Autore del testo Zaffiro

Testo: Chips
di Zaffiro

Nacquero sottoterra,
inermi e già colpevoli,
senza talento
se non quello di stare zitte.

Le tirarono fuori a forza,
le spogliarono,
le fecero a pezzi
con criteri discutibili
chiamandolo “taglio classico”.

Poi l’olio.
Una vasca di giudizio universale
dove tutto diventa uguale:
idee, dignità, sapore.

Da lì in poi
le patatine capirono
di non dover migliorare il mondo,
bastava distrarlo.

Finirono ovunque:
nei vassoi tristi degli aeroporti,
nei pub che fingono identità,
nelle mani di chi dice
“oggi mi tratto bene”
e intende arrendersi.

Sono democratiche:
piacciono a tutti,
non salvano nessuno,
non fanno domande.

Il sale le rende arroganti,
le salse le umiliano,
ma resistono,
inermi davanti a ogni abuso,
perché sanno di essere temporanee
come le promesse.

Alla fine
non restano che briciole,
un odore sui polpastrelli
e la vaga sensazione
di aver mangiato qualcosa
per non pensare.

Le chips
non saziano,
non insegnano,
non assolvono.

Servono solo a ricordarci
che anche la felicità,
se immersa abbastanza a lungo,
finisce per galleggiare.

Chips testo di Zaffiro
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